ENDOMETRIOSI, INFERTILITA’ E RISVOLTI PSICOLOGICI

“Il bambino nasce dentro di noi molto prima del concepimento.

Ci sono gravidanze che durano anni di speranza, eternità di disperazione”

Marina Ivanovna Cvetaeva

Una delle problematiche che porta con sé l’endometriosi è la difficoltà nel raggiungere una gravidanza.

Un gran numero di donne scopre la diagnosi di endometriosi in contemporanea a quella di infertilità. Molto spesso accade anche che proprio mentre si cercano le cause dell’infertilità, si rileva l’endometriosi.

Nei casi più “semplici” la gravidanza viene raggiunta in tempi più lunghi rispetto alla normalità. Nei casi più complessi la donna e la coppia devono ricorrere a tecniche di aiuto esterno affidandosi alla procreazione medicalmente assistita.

Risvolti psicologici

La prima conseguenza a livello emotivo e psicologico è sicuramente un cambiamento importante nell’immagine ideale della propria maternità. Ci si scontra con una realtà che ferisce e confina desideri, speranze e aspettative.

In qualche modo il tuo mondo cambia. Questo cambiamento porta con sé emozioni molto forti di paura, ansia, rabbia, frustrazione. Emozioni che non sempre sono facili da gestire in maniera autonoma perché invadono la mente, i pensieri e il mondo interiore.

La donna tende a sentirsi sbagliata, rotta e guasta. Questo porta ad una difficoltà nell’accettazione di sé e del proprio corpo.

Nei casi in cui si deve accedere alla procreazione assistita, si apre un delicato ventaglio di difficoltà psicologiche. Si deve accogliere e accettare l’aiuto medico modificando l’idea di concepimento “naturale” in un concepimento “artificiale”. Si deve permettere al personale sanitario di partecipare a quello che solitamente viene percepito come un momento esclusivo della coppia.

Inoltre sottoporsi a continue visite, esami, test e prelievi non è sempre un percorso facile ed immediato da percorrere.

Problemi di coppia e sensi di colpa

L’infertilità incide in maniera immediata anche sul vissuto di coppia. La relazione viene investita di una problematica che porta sofferenza ad entrambi i componenti.

La comunicazione e l’espressione libera dei propri sentimenti e delle proprie emozioni diventa fondamentale. Per potersi capire, accogliere e procedere realmente uno accanto all’altro.

Da parte della donna spesso vengono percepiti dei forti sensi di colpa. Il dispiacere di poter essere la parte della coppia che causa il problema diventa imponente. I sensi di colpa, sebbene siano uno stato d’animo naturale, di certo non aiutano la percezione del benessere e della serenità di coppia.

Gestione del tempo e dell’attesa

Molte volte l’infertilità fa sentire la donna e la coppia come se vivessero in uno spazio e in un tempo “di mezzo”, in un limbo.

Nel mezzo delle aspettative, nel mezzo delle speranze, nel mezzo della perdita, nel mezzo dell’accettazione. E intanto si percepisce lo scorrere del tempo che scandisce il passare dei mesi.

Nella donna è frequente una forte sofferenza a causa del ticchettio dell’orologio biologico e delle pressioni che provengono dall’esterno.

Diventa un vero e proprio lavoro impegnativo quello di cercare di tenere a bada il passare del tempo senza farsi invadere dalle emozioni di paura e angoscia.

Cosa posso fare in tutto questo? Piccoli consigli

1. Ti senti un fallimento ma non sei un fallimento. Ti senti sbagliata ma non sei sbagliata. Ti senti una delusione ma non sei una delusione. Ricorda questa differenza tra sentire ed essere!

2. Fai un passo alla volta. Cerca di non guardare troppo avanti. Affidati a quelli che sono i vari passaggi che ti vengono consigliati. Svolgi le azioni che ti vengono richieste una alla volta. Solo un passo dietro l’altro permette di andare avanti nella maniera migliore.

3. Parla con la persona che ti è accanto. Non sei sola nella ricerca di questa gravidanza. È vero il corpo è il tuo, la malattia è la tua, l’utero è il tuo e le visite le fai per la maggior parte tu. Ma questo non significa che tu debba tenere tutto dentro. Permetti all’altro di venirti incontro, di sostenerti, di aiutarti, di ascoltarti. Comunicate insieme perché questa è la vostra difficoltà, la vostra vita, il vostro progetto.

4. Se senti di non farcela psicologicamente chiedi aiuto! Non ti vergognare, quello che stai vivendo e affrontando non è semplice e il sostegno psicologico vale tanto quanto il sostegno medico.

Dr.ssa Margherita Benni, psicologa e psicoterapeuta

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