Endometriosi

L’endometriosi, secondo gli studi più recenti, è una patologia cronica caratterizzata dalla presenza in sedi anomale di un tessuto simile a quello dell’endometrio, tessuto che riveste la parete interna dell’utero.

Il tessuto endometriosico, sotto l’influsso degli ormoni (estrogeni, testosterone e progesterone), si prolifera e causa noduli, cicatrizzazioni, aderenze e una conseguente risposta infiammatoria.

Quando si parla di endometriosi spesso si pensa ad una malattia di esclusiva pertinenza ginecologica. In realtà si tratta di una patologia infiammatoria progressiva che non riguarda il solo apparato riproduttivo e che, pertanto, richiede una valutazione e un approccio multidisciplinare.

L’endometriosi, che viene classificata in pelvica ed extra-pelvica in base alla sua localizzazione, può interessare tube, ovaie, peritoneo, legamenti larghi dell’utero, legamenti uterosacrali, cervice uterina, vagina, vescica, intestino, colon, retto, ureteri, reni e, meno frequentemente, fegato, polmoni, diaframma, pleure e pericardio.

L’endometriosi è una patologia che può essere estremamente invalidante. La gravità dei sintomi non è necessariamente correlata all’estensione della malattia: una persona con endometriosi estesa può essere completamente asintomatica mentre una con endometriosi lieve può provare dolore severo.

La sintomatologia dolorosa è legata alla cicatrizzazione e l’infiammazione che consegue il proliferare del tessuto endometriosico. Noduli e lesioni reattive di endometriosi possono dare origine ad aderenze tra strutture vicine ed organi con conseguente sofferenza e malfunzionamento degli stessi.

L’endometriosi è una malattia subdola difficile da diagnosticare. Si stima che prima di giungere ad una diagnosi una persona affetta dalla patologia trascorra, in media, tra i 5 e i 7 anni di dolori senza nome.

Esistono però dei campanelli d’allarme al ricorrere dei quali è opportuno insospettirsi e rivolgersi ad un centro specializzato in endometriosi.

Alcuni sintomi, letti nel loro insieme, potrebbero essere la chiara spia verso una diagnosi di endometriosi tra cui dismenorrea (dolore mestruale invalidante), dolore pelvico, dolore lombare, dolore rettale, problemi intestinali, problemi urologici (come dolore o difficoltà durante la minzione), dischezia (dolore e/o difficoltà durante la defecazione), dispareunia (dolore durante i rapporti sessuali), difficoltà nel concepimento, stanchezza cronica.

L’endometriosi spesso coesiste con altre condizioni tra cui: malattia infiammatoria pelvica, sindrome dell’intestino irritabile, cistite interstiziale, vulvodinia, fibromialgia e malattie autoimmuni.

L’endometriosi colpisce l’identità in tutte le sue dimensioni; individuale, relazionale, sessuale, sociale e psicologica.

Il dolore cronico e le conseguenze dell’endometriosi possono avere un impatto significativo sulla qualità di vita e sul benessere mentale, emotivo e relazionale della persona affetta.

In particolar modo le persone che soffrono di endometriosi possono riportare alti livelli di ansia, sbalzi d’umore, depressione, limitazioni nelle attività sociali e lavorative, difficoltà relazionali e di adattamento.

La malattia può inoltre creare problematiche legate alla propria immagine e al conseguente crollo dell’autostima.

Di fondamentale importanza è un approccio specialistico integrato, ginecologico e psicologico.

L’endometriosi dal 2017 è nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza). Con il codice 063 si riconosce ai pazienti il diritto di usufruire di alcune prestazioni specialistiche ma solo per gli stadi più avanzati, III stadio (moderato) e IV stadio (grave). Mancano ancora tutele economiche legate alle terapie da sostenere ed è necessaria una integrazione delle prestazioni specialistiche diagnostiche. Senza tralasciare la tutela e l’assistenza adeguata anche per il I e il Il stadio.

Benché l’endometriosi sia una patologia potenzialmente invalidante che può compromettere il normale svolgimento delle attività quotidiane, ad oggi, mancano tutele lavorative e adeguati riconoscimenti di invalidità .

Oggi, si calcola che, in Italia, le persone affette da endometriosi in forme più o meno gravi siano oltre 3 milioni. È una patologia che, sebbene con maggiore frequenza trova la sua diagnosi nelle persone assegnate femmine alla nascita in età riproduttiva, può essere riscontrata prima della comparsa della prima mestruazione, post intervento chirurgico di isterectomia o durante la menopausa. È stata inoltre riscontrata la presenza di tessuto endometriosico in feti umani e, in rari casi, in persone di sesso maschile.

Continua a conoscerci